Sotto il nome di “Terra Pura” si annoverano diverse scuole, tutte di derivazione Mahayana, fondate sulla fede puramente devozionale nel Buddha Amitabha, venerato quale unico strumento di salvezza.

 

 

 

Amitabha, il Buddha della Terra Pura

Amitabha, il Buddha della Terra Pura, è il Buddha che presiede a Sukhavati – la Terra Pura o Terra della Beatitudine, una terra mitica di pace e beatitudine situata, secondo la tradizione, nell’estremo Occidente.

La leggenda racconta di come il bodhisattva Dharmakara, in un’epoca remota, avesse fatto voto, ponendolo come condizione alla propria Illuminazione, di creare una Terra Pura in cui che vi rinascesse non fosse più soggetto ad altre rinascite, raggiungendo pertanto in quel luogo di beatitudine l’Illuminazione suprema.

Portato a compimento il proprio voto, Dharmakara divenne il Buddha Amitabha – “Luce infinita”- la cui missione salvifica è proprio quella di accompagnare nella sua Terra Pura tutti coloro che avessero fatto voto di rinascervi, escluso solo chi abbia compiuto anche una sola delle cinque colpe – uccisione del padre o della madre, uccisione di un Arhat, offesa a un Buddha o provocazione di uno scisma nella comunità.

 

Amitabha il Buddha della Terra Pura - la Terra Pura

Amitaba nella sua Terra Pura, 1700, Tibet, tempera e oro su stoffa, Metropolitan Museum of Art.
Amithaba è ritratto seduto su un trono, sotto un albero fiorito e decorato con gioielli e simboli di buon auspicio.

 

Nel Buddhismo Tibetano Amitabha, il Buddha della Terra Pura, figura all’interno del sistema dei Buddha cosmici, ma viene venerato anche come Amitayus, “Dispensatore di longevità”.

La diffusione di questa scuola si deve all’idea millenaristica dell’approssimarsi della “fine del dharma”: con la progressiva degenerazione del Buddhismo in Oriente e in particolare in Cina, cominciò a sorgere, soprattutto tra le popolazioni più povere, l’idea che l’unica via di salvezza fosse affidarsi alla devozione più semplice e pura, per potersi garantire una rinascita nella Terra Pura di Amitabha.

La pratica era elementare e in grado di essere compresa da chiunque: richiedeva solo l’aspirazione a rinascere nella Terra Pura e la recitazione ripetuta del nome di Amitabha; in questo modo il raggiungimento del Nirvana diventava certo ed accessibile a chiunque.

Di scarso rilievo in India , il culto si sviluppò soprattutto in Asia Centrale, Cina e Giappone, dove è conosciuto oggi con il nome di Amidismo.

 

Liberamente tratto da N. Celli, Dizionari delle religioni – Buddhismo, Mondadori Electa, 2006

E da C. Humphreys, Dizionario Buddhista, Ubaldini Editore, Roma, 1981

Sabrina

Laureata in filosofia del linguaggio ed esperta di formazione aziendale.
Mi piace leggere, approfondire, studiare e condividere la conoscenza.