Della biografia storica di Buddha sappiamo in realtà molto poco, anche se gli aneddoti, nella ricca produzione devozionale e poetica, sono molto numerosi.

 

 

 

 

Buddha Sakyamuni, Buddha Gautama, Siddharta :  significati dei  nomi del Buddha storico

Sappiamo di certo dal nome con cui viene spesso designato – Sakyamuni cioè “Silenzioso degli Sakya” che apparteneva al clan Sakya, proveniente dal territorio sub-himalayano. Probabilmente non fu un re, avendo i Sakya una forma di governo repubblicana retta dalle famiglie gentilizie e non un sistema monarchico con eredità del titolo.

Il Buddha Sakyamuni viene spesso anche chiamato Buddha Gautama .

Il nome Siddharta, che normalmente si utilizza per riferirsi al Principe prima dell’illuminazione, significa invece “colui che ha attinto ricchezze” o anche “colui che ha raggiunto il suo scopo”.

Fratello di latte del Buddha, e poi suo primo discepolo e attendente personale, è Ananda.

 

Vicende della vita del Buddha Sakyamuni

Contemporaneamente alla redazione del Canone dei testi, si tentò di montare in maniera cronologicamente accettabile, i differenti aneddoti riguardanti la vita del Buddha. In realtà si tratta di una vera e propria poetica che va ben al di là di una biografia storica: non solo il Buddha Sakyamuni è il protagonista di questi eventi, ma la loro successione, come tappe spirituali, in qualche modo, ha luogo nelle vicende umane di tutti i Buddha passati e futuri.

 

Le 12 azioni del Buddha Sakyamuni

Si tratta di 12 tappe, 12 passaggi di vita fondamentali di cui il Buddha Sakyamuni sarebbe il protagonista. Pur presentando molte varianti nelle differenti scuole, tuttavia questi dodici episodi compaiono in pressoché tutte le tradizioni buddhiste.

 

1. La dimora tra gli dei Thusita

Il futuro Buddha Sakyamuni è qui il Bodihsattva Sumedha, beato abitatore della sede celeste.

Buddha Sakyamuni dimora tra gli dei usita, prima della sua nascita.

Buddha Sakyamuni dimora tra gli dei Tusita, prima della sua nascita.

2. La decisione di discendere sulla Terra

Il Bodhisattva decide di incarnarsi, per combattere le discipline erronee e ristabilire il Dharma. Questa azione comporta ben 5 esami per il Bodhisattva: la scelta della madre, della stirpe, della terra, del tempo e del clan per la nascita del Maestro. La Madre prescelta sarà Maya, sposa del re del clan degli Sakya; lei sola infatti possiede le 32 virtù sublimi necessarie per generare un Buddha.

 

 

 

3.L’ingresso nell’utero e la nascita

Maya sogna che darà alla luce il Buddha Sakyamuni

Maya sogna che darà alla luce il Buddha Sakyamuni

La concezione del Buddha Sakyamuni avviene senza l’intervento paterno – abbastanza sorprendenti le analogie con la religione cristiana – grazie a un evento prodigioso: durante la notte di novilunio dell’ultimo giorno del mese lunare di Vaisaka (giugno-luglio) Maya vede in sogno l’essere che sarà destinata a generare sotto forma di un elefante bianco a sei zanne – simbolo già di per sé regale e assai simile alla raffigurazione della cavalcatura del dio hindu Indra – che entra nel suo corpo dal fianco destro.

 

 

Durante la gravidanza lei riesce a vedere il bambino che cresce dentro di lei. Il piccolo, secondo la legge dell’ahimsa, resta immobile nell’utero per non infastidire la madre. Solo quando lei comincia a preoccuparsi, allora dà un piccolo fremito. Passati esattamente 10 mesi lunari, si mostrano i 32 segni di buon auspicio – piovono fiori, leoni innocui si aggirano pacifici per la città, ecc… – che annunciano l’imminente nascita divina.

Nascita del Buddha Sakyamuni

Nascita del Buddha Sakyamuni

Maya dà alla luce il bambino in un parco, sotto un albero di Shorea Robusta, che si piega spontaneamente perché la regina possa aggrapparsi ai suoi rami durante il parto. Il divino neonato esce dal fianco destro della madre.

Dopo il bagno rituale in fonti di acqua calda e fredda, miracolosamente sgorgate sul posto, il neonato si alza in piedi e compie 7 passi in direzione nord  – evento sorprendentemente presente anche nelle narrazioni cristiane riguardanti la nascita della Madonna – per poi proclamare:

 

“Io sono il primo al mondo, Io sono il migliore al mondo, Io sono il più anziano al mondo, Io sono nato per la salvezza del mondo. Questa è la mia ultima nascita, né ci sarà una nuova venuta”.

Maya si spegne dolcemente una settimana dopo – evento considerato necessario ogni volta che un Buddha viene al mondo – per rinascere nel Cielo dei Trentatré Dei, dove il figlio andrà a renderle visita.

 

4. Le prove di abilità

Tiro con l'arco: una delle prove di abilità che Buddha Sakyamuni supera brillantemente.

Tiro con l’arco: una delle prove di abilità che Siddharta supera brillantemente.

A 19 anni il Principe Siddharta dà prova di eccezionale maestria in discipline diverse, tra cui le arti marziali, l’uso dell’arco, l’equitazione, le abilità calligrafiche, ecc…

 

5. La vita nel gineceo 

Giunto all’età di 39 anni il principe comincia a essere turbato dai pensieri di vecchiaia, malattia e morte, stimolato dall’incontro con tre persone che ne sono affette. Un quarto incontro gli mostra l’opportunità offerta dalla vita ascetica.

 

Buddha Sakyamuni nel gineceo

Siddharta nel gineceo

Il padre, temendo che il principe possa decidere di abbandonare il palazzo, fa costruire per lui tre fiabeschi palazzi colmi di piaceri, circondato da donne bellissime ed esperte nelle arti erotiche.

 

 

 

6. Il grande abbandono

Nonostante una vita di piaceri, una notte, sorpreso e disgustato dall’aspetto dei corpi delle donne scomposti nel sonno, Siddharta decide di andarsene.

Buddha Sakyamuni abbandona i palazzi delle delizie

Siddharta abbandona i palazzi delle delizie

Nel plenilunio di giugno-luglio – lo stesso della sua nascita – il principe, aiutato da Ananda, attraversa le porte della città in sella al suo cavallo. Perché i suoi zoccoli non facciamo rumore svegliando le guardie, viene tenuto sospeso a mezz’aria dagli dei.

Uscito dalla città il principe si recide le chiome e le getta in aria insieme al diadema regale: se esse non ricadranno in terra questo sarà di buon auspicio. Né le chiome né il diadema ricadono: il dio Indra nel cielo le afferra e le chiude in un prezioso scrigno.

 

7. L’ascesi

Buddha Sakyamuni accetta il riso donatogli da una fanciulla

Buddha Sakyamuni accetta il riso donatogli da una fanciulla

Nel parco di Uruvilva, il futuro Buddha Sakyamuni si impegna in duri esercizi ascetici per 6 anni. Dopo 49 giorni di digiuno, consunto nel corpo, sviene. Si rende conto in questo modo che l’eccessiva severità non porta a nulla: pertanto decide di lavarsi nel fiume.

Lì, accetta l’offerta di riso e latte fattagli da una fanciulla.

Saputo questo fatto, i 5 compagni di ascesi lo lasciano, disprezzandolo per il suo lassismo.

 

 

8. Lo stabilirsi sotto l’albero della Bodhi

Entrato in meditazione sotto l'albero della bodhi, Buddha Sakyamuni raggiunge l'illuminazione

Entrato in meditazione sotto l’albero della bodhi, Buddha Sakyamuni raggiunge l’illuminazione

Nella notte del plenilunio di maggio/giugno, raggiunge l’illuminazione: fiori spuntano sotto i suoi piedi, gli uccellini si posano su di lui e le schiere celesti esultano.

 

9. La tentazione da parte di Mara 

Il maligno, vedendo in pericolo il proprio dominio su tutti gli esseri, cerca di distrarre il Bodhisattva dalla sua risoluzione di divenire Buddha, e a questo scopo usa modi differenti:

  • Violenza e terrore, guidando all’assalto una schiera di esseri mostruosi. Ma i dardi si trasformano in fiori e ricadono, innocui, ai piedi del meditatore.

 

  • Le bellissime figlie di Mara tentano Buddha Sakyamuni

    Le bellissime figlie di Mara tentano Buddha Sakyamuni

    Seduzione carnale, nella forma delle tre bellissime figlie di Mara, Arati (diletto sensuale) Priti (amore) e Trsna (sete). Tuttavia esse, sotto lo sguardo risoluto dell’asceta, si trasformano in repellenti vegliarde
  • L’offerta del dominio su tutta la Terra come imperatore universale, unito al dono di una lunga vita e di centinaia di figli. La proposta viene rifiutata.
  • La possibilità di utilizzare i poteri acquisiti mediante la pratica dello yoga per fini terreni: per esempio tramutare in oro l’intero Himalaya per poter sfamare tutti i bisognosi. Ma anche stavolta il futuro Buddha si schernisce, rispondendo a Mara che tutto quell’oro non basterebbe a saziare l’appetito di un solo uomo che non possedesse la conoscenza.
  • Il dubbio: come potrà un semplice essere umano, nato da padre e madre e soggetto a malattia, vecchiaia e morte, sfuggire a Mara che è un dio?
  • L’argomentazione giuridica: tutto appartiene al Maligno. Il Bodhisattva chiama a testimoniare le Terra stessa con il gesto di toccare il suolo con le dita della mano sinistra – nel caratteristico bhumisparsha mudra. La Dea Terra testimonia che egli, questo diritto, se l’è guadagnato.

 

10.  La Bodhi

Superate tutte le prove e a questo punto libero da ulteriori impedimenti, il Buddha Sakyamuni entra in meditazione profonda.

 

11. La messa in moto della ruota del Dharma

Buddha Sakyamuni insegna il Dharma ai suoi discepoli

Buddha Sakyamuni insegna il Dharma ai suoi discepoli

Il Buddha Sakyamuni, che ha ormai raggiunto l’illuminazione tramite la comprensione di tutte le cose, si addossa il pesante compito di Maestro e comincia a far girare la Ruota del Dharma – con il pollice e l’indice congiunti tra loro, con entrambe le mani, in un altro caratteristico mudra – il dharmachakra mudra – frequentemente utilizzato nell’ iconografia del Buddha.

 

 

 

 

 

12. Il Nirvana

Buddha Sakyamuni lascia il suo corpo mortale

Buddha Sakyamuni lascia il suo corpo mortale

All’età di 80 anni Buddha Sakyamui istruisce il suo attendente storico Ananda su come dovrà comportarsi dopo la sua dipartita, suggerendogli di invocare la sua permanenza indefinita in vita.Il Buddha entra in meditazione, insieme a un suo discepolo cieco ma veggente, che può seguire i movimenti del morente e farne un resoconto agli altri adepti.

Ma Ananda, confuso da Mara, non raccoglie le allusioni del Maestro – che glielo chiederà per ben tre volte – e Buddha Sakyamuni pertanto muore.

Il corpo del Buddha viene cremato: le fiamme saranno spente da una pioggia miracolosa. Le ceneri verranno divise in 8 urne distribuite a re e popoli del mondo e conservate negli stupa – tumuli regali a forma di cupola sormontati da parasoli.

 

Liberamente tratto da M. Piantelli  “Il buddismo indiano”  in “Buddhismo” a cura di Giovanni Filoramo,

Laterza editore, 2001

Le bellissime immagini sono tutte tratte dal sito http://picpost.mthai.com/view/5660

Sabrina

Laureata in filosofia del linguaggio ed esperta di formazione aziendale.
Mi piace leggere, approfondire, studiare e condividere la conoscenza.