Nella tradizione cinese prima e dell’estremo oriente poi, numerose sono le leggende collegate alla figura mitica di Guanyin, personificazione femminile di Avalokitesvara. Si tratta di uno dei bodhisattva più importanti nella religiosità popolare orientale; è una figura talmente popolare ed amata da essere talvolta svincolata dal rapporto esclusivo con la tradizione buddista.

 

 

Guanyin e la leggenda della principessa Miaoshan

Il mito dell’immortalità e dell’infinita compassione di Guanyin è legato alla leggenda, risalente all’XI secolo, di una sua incarnazione nella principessa Miaoshan, figlia di un re molto crudele che l’aveva promessa in sposa a un principe molto ricco, ma altrettanto crudele.

La principessa rifiutò di sposarsi, esprimendo il desiderio di farsi monaca per poter coltivare una vita meditativa fatta di studio e preghiere presso il monastero. Dopo molte vessazioni per farla desistere dal suo proponimento, tutte senza successo – tra le quali un incendio appiccato al tempio dove serviva come novizia, incendio che ella placò da sola, senza riportare ustioni – il re, sconfitto e furioso, decise di punirla con la morte. Ma l’ascia del boia si frantumò in mille pezzi, e lo stesso fece la spada. Tentarono di colpirla con le frecce, ma non una raggiunse il bersaglio. Infine ella fu raccolta da una tigre celeste che la trasportò oltre i confini della Terra.

Guanyin nella forma della principessa Miaoshan - opera di Caroline N. Young

Guanyin nella forma della principessa Miaoshan – opera di Caroline N. Young

Dopo la sua sparizione, il re suo padre si ammalò gravemente: nessun medico riusciva a guarirlo. Allora un monaco profetizzò che avrebbe potuto essere guarito solo da una medicina preparata con il braccio e l’occhio di un essere umano che non nutrisse rabbia. Quando Miaoshan lo venne a sapere, offrì un suo braccio e un suo occhio. Il re, miracolosamente guarito, decise di intraprendere un viaggio per andare a ringraziare la persona che aveva sacrificato tanta parte di sé per lui. Quando si trovò faccia a faccia con la figlia che aveva tentato di uccidere, si pentì e implorò pietà. Allora Guanyin venne trasformata nella dea dalle 1000 braccia e cominciò a girare per il mondo per alleviare i dolori di tutti gli esseri senzienti.

 

Guanyin - dipinto ad olio di Zeng Hao

Guanyin – dipinto ad olio di Zeng Hao

 

Molto spesso l’iconografia classica rappresenta Guanyin insieme ai suoi due discepoli, nelle vesti di ragazzini: Schancai e Longnu.

Guanyin con Longnu e Schancai

Guanyin con Longnu e Schancai

Guanyin e Shancai

Narra la leggenda che Shancai fosse un ragazzino indiano affetto da deformità fisiche ma molto interessato allo studio del dharma. Quando udì che sull’ isola di Putuo era arrivato un maestro buddhista, fece di tutto per raggiungerlo, nonostante le molte difficoltà fisiche e riuscì a incontrare Guanyin. Ella, dopo aver a lungo discusso con il ragazzo, decise di metterlo alla prova: creò l’illusione di tre pirati armati di spada che salivano la collina per attaccarla. Guanyin finse di fuggire, inseguita dai pirati sempre più da vicino. Allora Shancai, accorgendosi del pericolo che correva il suo maestro, nonostante le disabilità fisiche, cominciò a seguire i pirati, arrivando al punto di trascinarsi. Finché cadde rovinosamente lungo il crinale della collina. Allora Guanyin accorse in suo aiuto, prendendolo al volo e sollevandolo a mezz’aria. Posatolo a terra, gli ordinò di camminare: Shancai cominciò a camminare normalmente e specchiandosi in un lago si accorse che tutte le sue deformità erano scomparse. Da quel giorno egli diventò uno dei suoi discepoli più fedeli.

Questa leggenda non solo enfatizza la grande compassione di Guayin, ma anche l’insegnamento che una grande volontà e un cuore puro possono tutto.

 

Guanyin e Longnu: la simbologia del drago

Racconta la leggenda (risalente al XVI secolo, dinastia Ming) che il terzo figlio del Re Dragone, assunta la forma di una carpa, fu catturato da un pescatore, mentre nuotava nelle acque dei mari del sud della Cina.

Portato a riva dal pescatore, fuori dal mare, egli non era più in grado di riprendere la sua forma originale di dragone.. Anche suo padre, pur essendo un Dragone molto potente, e nonostante fosse un re, nulla poteva sulla terraferma. Quindi chiese aiuto a tutti gli Dei. Guanyin ascoltò il lamento del Re e decise di mandare il suo discepolo Shancai al mercato, perché acquistasse il pesce e poi lo liberasse nuovamente nel mare.

Nel frattempo, la straordinaria resistenza del pesce alla morte aveva attratto al mercato molte persone: alcuni credettero che nella straordinaria resistenza del pesce fosse nascosto il segreto dell’immortalità e cominciarono a desiderare di cibarsene. Vennero offerti molti soldi per il suo acquisto, infine si bandì una vera e propria asta. Shancai non aveva con sé così tanti soldi, e rapidamente fu tagliato fuori dagli acquirenti più ricchi. Quindi implorò il pescatore di salvargli la vita e restituirlo al mare, suscitando in questo modo la rabbia dei potenziali compratori.

Improvvisamente la voce di Guanyin tuonò da molto lontano:

“La vita dovrebbe appartenere a chi si impegna per salvarla, non a chi prova a toglierla”.

La folla si disperse immediatamente e Shancai prese il pesce e lo portò a Guanyin, che subito lo restituì al mare.  Il pesce si trasformò in un dragone e tornò a casa.

 

Guanyin nell'atto di  cavalcare un drago

Guanyin nell’atto di cavalcare un drago

 

Il Re Dragone, come ricompensa per avergli salvato il figlio, inviò a Guanyin sua nipote, Longnu (la “ragazza dragone ” o “Principessa dei Naga ”) – una bambina di otto anni – perché le recasse la “gemma della luce”. Questo gioiello, estremamente prezioso, brillava incessantemente irradiando il mondo con la sua luce. Longnu, rapita dalla grandezza spirituale di Guanyin, le chiese di diventare una sua discepola, per poter studiare la saggezza del dharma. Guanyin accettò la proposta, adducendo una sola condizione: che la stessa Longnu divenisse la nuova proprietaria della Gemma della Luce.

Longnu è venerata come una profonda conoscitrice del dharma, che ha imparato direttamente dalla sua Maestra Spirituale Guanyin. Fin da fanciulla dotata di straordinaria acutezza mentale e saggezza, rappresenta la possibilità di raggiungere lo stato di illuminazione e boddhicità in modo istantaneo.

 

Liberamente tratto da https://en.wikipedia.org/wiki/Guanyin

Sabrina

Laureata in filosofia del linguaggio ed esperta di formazione aziendale.
Mi piace leggere, approfondire, studiare e condividere la conoscenza.