L’ Om Mani Padme Hum è un Mantra sanscrito di sei sillabe dedicato ad Avalokitesvara – il bodhisattva della compassione – nella sua forma di Shadakshari.

E’ un mantra molto conosciuto ed ampiamente utilizzato: spesso lo si trova inciso sulla pietra, o su oggetti o gioielli rituali.

La tradizione vuole che, quando lo si trascriva su un foglio di carta inserito a sua volta all’ interno di una ruota di preghiera, il suo effetto si moltiplichi nel far girare la ruota.

La ruota di preghiera è utilizzata in particolare per la recita del mantra Om Mani Padme Hum

La ruota di preghiera è utilizzata in particolare per la recita del mantra Om Mani Padme Hum

 

In generale si tratta di un mantra di protezione dedicato a tutti gli esseri senzienti, anche se è stato interpretato e tradotto in molti modi; il più semplice e conosciuto è :

“O gioiello che sei sul fiore di loto, concedimi tutte le realizzazioni!”  

Differenti interpretazioni dell’ Om Mani Padme Hum

In realtà diverse personalità spirituali ne hanno fornito interpretazioni che, seppur in linea con questa, ne rendono meglio l’estrema complessità.

Secondo il 14° Dalai Lama Tenzin Gyatso il significato più profondo del mantra è che, nel praticare un percorso spirituale, metodo e saggezza rappresentano un’unità indivisibile, attraverso la quale è possibile purificare i propri corpo, parole e pensieri. In questo modo può essere dato nuovo impulso alle energie bloccate, e svegliate quelle solo assopite.

Una più approfondita interpretazione del 14° Dalai Lama è reperibile qui.

Lo stesso concetto, con leggere differenze, è espresso da Dilgo Khyentse Rinpoche: le sei sillabe di cui si compone il mantra rappresenterebbero i sei passi per la realizzazione spirituale della boddicità: generosità, etica, pazienza e tolleranza, perseveranza, concentrazione.

L’Hum finale sintetizza tutte le precedenti qualità nel perfetto esercizio di una perfetta saggezza. Questo è il percorso spirituale che tutti i buddha hanno dovuto intraprendere e portare a compimento (le sei perfezioni) ed in questo senso il mantra rappresenta la sintesi perfetta degli insegnamenti spirituali.

La settima sillaba silenziosa

Nel mandala sillabico di questo mantra è ben visibile la settima sillaba Hri al centro.

Nel mandala sillabico di questo mantra è ben visibile la settima sillaba Hri al centro.

Altre fonti riportano come esisterebbe una settima sillaba a conclusione del mantra: la Hri. Questa sillaba in effetti compare nella decorazione del soffitto del Palazzo di Potala, dove occupa lo spazio centrale del mandala sillabico dedicato a questo Mantra. Solitamente questa sillaba non viene vocalizzata: il suo ruolo sarebbe quello di risuonare “internamente” o “segretamente” attraverso l’utilizzo della volontà.

Di seguito potete ascoltare una bella versione di questo mantra (da Tibetan Incantations. The Meditative Sound of  Buddhist Chants)

Sabrina

Laureata in filosofia del linguaggio ed esperta di formazione aziendale.
Mi piace leggere, approfondire, studiare e condividere la conoscenza.