(Dante Alighieri, Inferno III, 51)

A volte veniamo feriti, traditi o trattati ingiustamente. Magari una persona che credevamo amica si comporta in modo sleale. Per soldi, per invidia. Allora ci sentiamo persi ed anche un po’ stupidi per esserci cascati. Per il tempo e le energie spese. E ci arrabbiamo. Perché ci sentiamo ingiustamente colpiti. Io non credo che questa rabbia sia sbagliata. Però credo che sia controproducente.

Quando siamo arrabbiati non siamo più lucidi e non vediamo le cose nella loro interezza. Così reagiamo in modo inadeguato. Facciamo cose che finiscono con il ritorcersi contro di noi. La rabbia non è mai una buona consigliera, anche se i motivi che la causano sono giusti. Magari sacrosanti. E’ come fumo negli occhi: non si vede più niente, tranne il fumo.

E’ in assoluto la condizione più paralizzante di tutte. Infatti, e questa è la cosa veramente grave, essere arrabbiati con qualcuno richiede un esorbitante dispendio di energie. Energie nostre, che vengono sottratte alle cose per noi veramente importanti e che determinano, in fondo, la qualità delle nostre vite: i progetti, l’entusiasmo, la creatività, la gioia di fare ciò che ci rende felici. E’ in realtà un forte condizionamento, che ci limita molto nelle nostre scelte. La rabbia verso qualcuno ci distoglie dal nostro vero obiettivo, qualunque esso sia: ci intrappola nella logica della competizione distruttiva, che divora tutto. Ci allontana da noi stessi.

Allora forse limitarsi a prendere le distanze dalle persone negative, frapporre degli spazi anche mentali, potrebbe essere un’alternativa più saggia: focalizzarsi sulla propria energia, la parte positiva e propositiva, ed aspettare che sia essa ad attrarre a noi persone con un’energia simile alla nostra. Basta guardare con un po’ più di attenzione per accorgersi che questo accade continuamente.

La mossa davvero vincente potrebbe essere provare a guardare in faccia la nostra rabbia, riconoscerla e poi allontanarla dalle nostre vite, nella misura in cui non ci serve: non perché siamo buoni, ma perché siamo intelligenti.

Per un ulteriore approfondimento su questo argomento, sempre su questo sito, “Sulla Rabbia”.

Sabrina